Da Col dei Baldi, attorniati da paesaggi di incomparabile bellezza, possiamo scoprire i rifugi in quota

Il Monte Civetta è lì, magnifico e imponente. Ci si perde ad ammirare la sua parete Nord-Ovest mentre la mente comincia a vagare e percorrere creste, guglie, torri e cenge.

Nella sua grandezza, quest’enorme massiccio conficcato come una lama nel terreno ci appare tanto magnifico, quanto irraggiungibile. Eppur, sebbene la scalata della “parete delle pareti” sia cosa per pochi, la salita alla vetta è accessibile a escursionisti sufficientemente esperti da percorrere la via normale o le vie ferrate, una su tutte quella degli “Alleghesi”.

Percorsi più semplici si snodano inoltre tutt’attorno le pendici del Civetta tanto che, per chi è sufficientemente allenato, è possibile percorrerne il giro completo. Si tratta di un percorso lungo il quale è possibile incontrare numerosi rifugi nei quali si respira un’atmosfera magica e rigenerante con viste che superano qualunque fantasia.

Questi rifugi alpini realizzati strategicamente, con grande ardimento, su terrazze e speroni offrono sia un magnifico punto di ristoro per un’escursione giornaliera che il pernottamento per trekking impegnativi o semplicemente per provare l’indescrivibile emozione di svegliarsi ad alta quota, nel cuore delle Dolomiti. Dormire in un vero rifugio in montagna è un’esperienza unica, una di quelle cose che è difficile spiegare a parole.

Vivere il rifugio alpino è di per sé un’avventura.

Si tratta di strutture raggiungibili esclusivamente a piedi, immerse in un silenzio d’altri tempi e isolate al punto da rendere difficile qualsiasi approvvigionamento il che ci riporta a una dimensione votata all’essenziale.

Trascorrendo una notte in uno di questi rifugi d’alta quota non avrete certo le comodità che potete trovare a fondo valle ma, di contro, qui tutto assumerà un sapore diverso e vi ritroverete magari a scoprire come un piatto di minestra calda, consumato attorno al fuoco ad ascoltare memorie di montagna, possa essere enormemente complesso e sofisticato nella sua semplicità.

Non avete mai provato l’esperienza di una notte in un vero rifugio? Ecco una lista dei rifugi del Monte Civetta:

RIFUGIO SONINO AL COLDAI – m. 2132

come arrivare:

• dalla Forcella Staulanza, primo tornante scendendo versante zoldano, 1715 m, ore 1.30 – 2 T: su carrareccia (s. 568) poi a sinistra alla Casera del Vescovà e con sent. 561 per Forcella d’Àlleghe, Casera Pióda e a destra con sent. 556 al rifugio

• da Zoldo Alto-Pala Favèra, 1507 m, ore 1.45 T: su carrareccia (s. 564-556), a Casera Pioda e a sinistra con s. 556

• da Àlleghe-Piani di Pezzè, 1472 m, ore 1.45-2 T: con sent. 564 per Pian dei Séch, Forcella d’Àlleghe e a destra con sent. 556

• da Alleghe-Piani di Pezzè,1472 m, ore 2-2.15 EE: con sent. s.n. per Sora Sassel, Lago e Forcella Coldài, 2191 m, e in breve al rifugio

RIFUGIO TISSI – m. 2250

come arrivare:

• da Masaré, 1009 m, ore 3-3.15 EE: con sent. 563 per Casera e Forcella Casamatta, Cresta del Col Reàn

• da Àlleghe-Fontanive, 1078 m, ore 3.15-3.30 EE: su carrareccia (s. 565) fino in Val d’Antersàs poiu sent. 565 per Pala de la Foia in Val Civetta, a destra con sent. 560 per Forcella Col Reàn e a destra con sent. 563 al rifugio• da Cencenighe-Colàz, 1031 m, ore 4-4.30 EE: con sent. 567 per Bólp, Le Mandre, Biv. Col Mandro, Forcella Col Mandro, Sella di Pelsa, a sinistra, con sent. 560 alla Forcella Col Reàn e a sinistra con sent. 563

• da Zoldo Alto-Pala Favèra, 1507 m, ore 3.15-3.30 E: su carrareccia (s. 564-556), a Casera Pioda, a sinistra con sent. 556 al rif. Coldai, da qui con sent. 560 per Forcella Coldài, Lago Coldài, Forcella di Col Negro e prima di Forcella di Col Reàn a destra con sentiero 563

RIFUGIO TORRANI – m. 2984

come arrivare:

• da Casera de la Grava, 1627 m, ore 3-4 EEA: su carrareccia a Forcella de la Grava a sinistra con sent. 557 fino a q.ta 2181 e a sinistra con sent. s.n. per il Passo del Tenente e la via normale alla Civetta

• da Pécol Vecchio, Casera del Zòrdi, 1430 m, ore 6 EEA: su carrareccia (s. 586) in Val di Pecol a destra con sent. 587 per Valle Civetta e a Col Grant, a destra con sent. 557 per Passo del Tenente alla via normale alla Civetta

• dal Rif. Coldài, 2132 m, ore 4-4.30 EEA: con sent. 557 (Sentiero Tivàn) per Porta del Masarè, e a destra (q.ta 2217) con sent. s.n. per Passo del Tenente e via normale alla Civetta

• dal Rif. Vazzoler, 1714 m, ore 4-5 EEA: con sent. 555 per Pian de le Taie, a sinistra con sent. 558 al Van de le Sasse e a sinistra con ferrata Attilio Tissi (difficile) al Pian de la Tenda

RIFUGIO VAZZOLER – m. 1714

come arrivare:

• dal Rif. Capanna Trieste (parcheggio auto), 1135 m, ore 1.30-1.45 T: su carrareccia (s. 555) in Val Corpassa per La Mussaia, Pian delle Taie; anche in mountain bike, 4,5 km circa, impegnativo (da Listolade, 679 m, 8 km circa)

• da Cencenighe-Bastiani, 971 m, ore 4.30-5 EE: su carrareccia (s. 562) a Bricoli poi con sent. 562 (Troi de i Séch) a sinistra per Le Pale, Forzeléta de la Val de le Taie, 2258 m, discesa ai Colon e poi a destra per Casera di Pelsa, da qui su carrareccia (senza segnavia) all’innesto con carrareccia (Case Favretti) a destra (s. 560) al rifugio

• da Cencenighe-Colàz, 1031 m, ore 3.30-4 EE: con sent. 567 per Bólp, Le Mandre, Biv. Col Mandro, Forcella Col Mandro, Sella di Pelsa, a destra con sent. 560 per i Piani di Pelsa, poi su carrareccia (s. 560)