Amina goes to Bramezza

Anno nuovo, passeggiate nuove!

Devo dire che ho sentito la mancanza delle nostre uscite estive alla scoperta di Alleghe e i suoi sentieri… voi no? Ma lasciamo stare i sentimentalismi e concentriamoci su questa avventura nuova di zecca: dove andremo questa volta? Tecnicamente sono stata una turcologa durante i miei anni di università, quindi come potevo non portarvi a vedere Bramezza?

Questa piccola frazione nei dintorni di Alleghe è rinomata non solo per lo spettacolare panorama che offre sul Civetta e sul lago, ma anche e soprattutto per una curiosità che nel corso degli anni ha dato vita a diverse teorie e leggende. Su alcune delle case presenti qui, infatti, svettano orgogliosi dei camini con una tipica architettura ottomana.

Mamma li turchi!”, vi verrà da dire una volta lì! E infatti, stando alla teoria più probabile, Bramezza e le frazioni limitrofe furono proprio una zona di deportazione per i prigionieri turchi della Serenissima: venivano portati qui per lavorare nelle miniere o per tagliare il legname da spedire a Venezia tramite gli zattieri.

Da turcologa mi interessai alla questione e scoprii che i vicini paesini di Caracoi Agoin e Caracoi Cimai hanno una toponomastica tipicamente turca: karakoy (villaggio nero) è infatti il nome di innumerevoli località turche, nonché di un famoso quartiere di Istanbul!

Dai, bando alle ciance e andiamo!

La prima cosa che ho fatto dopo essere uscita di casa è stato andare a fare colazione al bar: la ricompensa per la fatica si può avere anche prima di partire, soprattutto se state andando in un posto meraviglioso ma senza bar o punti di ristoro.Preparatevi un panino da mangiare lassù e fate una bella riserva di energie prima di partire!

Il primo chilometro, costeggiando il lago e il Cordevole in direzione di Santa Maria delle Grazie, passa che è una meraviglia. Quasi mi sembrava di essere atletica! Dal borgo di Santa Maria, la storia cambia e comincia l’immancabile salitina che in montagna non manca mai. All’inizio, la strada è quella asfaltata in direzione di Caracoi Agoin e, dopo tre o quattro curve, si imbocca lo sterrato per Bramezza.

Tanti piccoli tornantini e curvette immerse nel bosco che si inerpicano sulle pendici del Col de la Mandra. Io lungo la strada ho fatto parecchie soste, la prima per prendere fiato, la seconda per bere un sorso d’acqua e le altre per fare finta di guardare degli insetti o fotografare i nontiscordardimé per il mio profilo Instagram. Prenderla con calma è il segreto: guardatevi intorno, ascoltate il rumore del bosco, annusate i fiori e calciate i sassi. Fa tutto parte del gioco!

Dopo circa un’ora di cammino arriverete finalmente a Bramezza, da cui godrete di uno dei panorami più eccezionali e nascosti dei nostri luoghi.

Vedrete il Civetta svettare all’orizzonte e sovrastare Alleghe che sembra quasi incastonata. Potrete osservare anche la pista Rientro e gli impianti segnare una linea retta sulla pendice che si specchia nel lago affollato di pescatori.

Un posto magico, silenzioso e facilmente raggiungibile.

Quando sono in posti del genere, mi piace sedermi e guardare l’infinita bellezza di ciò che mi circonda: il Civetta, il Coldai, il Pelmo che fa capolino, i riflessi del lago, i camini di Bramezza che raccontano la loro simpatica e orientale storia…

Generalmente, mi rialzo di corsa perché mi accorgo di essermi seduta vicino ad un formicaio… ma questa è tutta un’altra storia!

Post by Amina De Biasio